martedì 2 gennaio 2018

Aiutiamo l'avifauna in difficoltà per il freddo

Consigli per un inverno in armonia con la Natura


Il maltempo e le temperature rigide che stanno interessando, in questi primi giorni del 2018, un po’ tutto l’Abruzzo, ci ricordano che siamo nel pieno della stagione invernale e che da un momento all’altro con il freddo intenso potrebbe arrivare la neve, anche nelle aree sin qui risparmiate dalla coltre bianca. Una situazione che renderà ancora più difficoltosa la vita degli animali selvatici, compresi quelli che popolano i nostri giardini e le nostre città. Non a caso la mortalità degli uccelli in inverno è più alta che non nel resto dell'anno. È questo il momento giusto per dare un aiuto ai nostri amici pennuti che tanto ci donano con la loro presenza e i loro gradevoli canti, migliorando la qualità della nostra vita quotidiana. Sistemare una mangiatoia in giardino, sul balcone o su un davanzale, oltre che rappresentare un valido e concreto aiuto per la fauna in difficoltà, ci permetterà di rilassarci praticando un comodo birdwatching casalingo, ci consentirà di saperne di più sugli uccelli che frequentano la nostra zona e ci darà l'occasione per scattare qualche bella foto.

domenica 31 dicembre 2017

Bilancio di fine anno

L’unica grande opera pubblica di cui c’è bisogno è la messa in sicurezza del territorio



Ancora un anno difficile per l’ambiente abruzzese. Problemi di ogni tipo, ma quasi sempre riconducibili alla mano dell’Uomo, continuano a colpire la nostra regione e la sua straordinaria natura. Il 2017 sarà ricordato per la tragedia di Rigopiano e per gli incendi, tragici episodi determinati in tutto o in parte da inefficienze ed errori umani, per il terremoto e le forti nevicate, eventi che hanno finito per segnare la vita di tanti abruzzesi. Purtroppo il conto delle scelte sbagliate è stato presentato nel peggiore dei modi, ricordandoci per l’ennesima volta che investire nella corretta gestione del territorio e nella prevenzione è indispensabile.
Fortunatamente non sono mancate le note positive, dovute anche all’azione di cittadini e associazioni che in alcuni casi sono riusciti a contrastare efficacemente le scelte politiche sbagliate.
L’impegno del WWF è stato costante per tutto l’anno. Attraverso la delegazione regionale, le quattro organizzazioni locali - WWF Abruzzo montano, WWF Chieti-Pescara, WWF Teramo e WWF Zona frentana e costa teatina - le Oasi, i numerosi Centri di Educazione Ambientale e i nuclei di vigilanza, il WWF è stato presente in tutte le principali battaglie in difesa della natura abruzzese, ed ha anche messo in campo attività propositive con progetti nazionali ed internazionali di conservazione della Natura e di valorizzazione e promozione del territorio.
Chiudiamo quest'ultimo post del 2017 ricordando il generale Guido Conti, tragicamente scomparso nel mese di novembre, che alla nostra regione ha dato tantissimo in difesa dell’ambiente e della Natura.

domenica 12 novembre 2017

Il compleanno della Natura

La Riserva Naturale Regionale e Oasi WWF Gole del Sagittario compie vent’anni

Festeggiamenti in due tempi domenica 12 e sabato 25 novembre ad Anversa degli Abruzzi





Il compleanno della Natura: è questo il senso delle celebrazioni in programma domenica 12 novembre e poi ancora sabato 25 presso la Riserva Regionale e Oasi WWF Gole del Sagittario di Anversa degli Abruzzi. Un traguardo importante: la Riserva festeggia infatti il ventennale dalla sua istituzione, sancita con la legge regionale n. 16/1997. La storia dell’area protetta in verità è di qualche anno più antica: l’amministrazione municipale già nel 1991 aveva deciso di trasformare la fascia di terreno accanto al fiume, allora usata soprattutto come lavatoio pubblico e discarica a cielo aperto, in un'Oasi, affidandola al WWF. Quei primi tentativi avrebbero portato in pochi anni alla nascita della Riserva che da allora ha fatto e sta facendo passi da gigante. Non a caso lo slogan scelto per le due giornate celebrative è un esplicito: Anversa: vent’anni e il viaggio continua…
La Riserva protegge oggi circa 450 ettari che, con il Sito di Interesse Comunitario che insiste sullo stesso territorio, arrivano a 1380. Un patrimonio unico dal punto di vista della biodiversità: sono infatti ben 1250 le specie animali e vegetali censite nei 15 habitat prioritari che caratterizzano quest’area, il cui pregio ambientale e paesaggistico richiama ogni anno circa 15.000 visitatori.



domenica 15 ottobre 2017

Urban Nature



Domenica 15 ottobre unisciti a noi e scopri la natura presente ad Avezzano

Urban Nature è il nuovo evento del WWF ideato per scoprire e comprendere il valore culturale e scientifico della biodiversità urbana e delle tante forme di vita che popolano la nostra quotidianità. Una vera e propria festa della natura che intende anche valorizzare tutti i soggetti, cittadini e gruppi, che già stanno operando nelle nostre città per aumentare la biodiversità e darle spazio.

Il WWF Abruzzo Montano ha scelto per questo appuntamento nazionale il bellissimo Parco della Resistenza.

Programma (dalle ore 11 alle ore 13):

- Perlustrazione nel verde urbano, visite guidate e passeggiate alla scoperta delle specie nascoste, a cura della Cooperativa Daphne e della Riserva Naturale Oasi WWF Gole del Sagittario di Anversa degli Abruzzi.
- Tra foglie e fogli: un percorso tra piante, semi ed erbari a stampa, laboratorio per bambini dagli 8 ai 12 anni, a cura di AMBeCO’.
- Laboratorio didattico-educativo dei Carabinieri Forestali della Riserva Naturale Orientata del Monte Velino e attività dimostrativa con unità dei nuclei cinofili antiveleno.


lunedì 11 settembre 2017

Basta roghi

Incendi in Abruzzo, il WWF presenta il conto in una conferenza stampa a Pescara

210 incendi, interessati in tutto 136 Comuni su 305




L’estate rovente ha favorito i roghi ma dietro ogni focolaio c’è sempre la mano dell’uomo

WWF: Serve un'unica “grande opera” pubblica: mettere in sicurezza il territorio favorendo la natura


Nei primi otto mesi dell'anno in corso (dal 1 gennaio  al 31 agosto) sono scoppiati in Abruzzo oltre 210 incendi. L’anno scorso in dodici mesi erano stati 89. In media 7,4 roghi al mese nel 2016, addirittura 26 nel 2017. Quest’anno, sino alla fine del mese da poco concluso, la superficie boschiva devastata dalle fiamme è stata di circa 4000 ettari. Vale a dire una superficie 46 volte più grande di quella interessata nei dodici mesi del 2016 (87 ettari, fonte ex Corpo Forestale dello Stato, dato pubblicato sul sito della Regione Abruzzo). E si tratta, al momento, di stime provvisorie purtroppo destinate a essere ritoccate verso l’alto.
Una situazione tremenda che il WWF ha potuto sintetizzare in data odierna - in una conferenza stampa a Pescara - grazie al certosino lavoro del presidente del WWF Abruzzo Montano Giuseppe Walter Delle Coste che ha raccolto tutti i dati, elaborandoli poi attraverso un'animazione digitale. Mese dopo mese compaiono i nomi dei Comuni interessati dai roghi e una simbolica fiammella va a depositarsi sulla cartina della regione che, a fine agosto, si presenta – com’è del resto accaduto nella realtà – in gran parte ricoperta dal fuoco.
«Abbiamo preso in considerazione – spiega Delle Coste – soltanto gli incendi che hanno riguardato aree verdi e soltanto quelli che hanno interessato almeno un ettaro di terreno. Ebbene, i risultati sono impressionanti. E certamente non basta, per spiegarli, il fatto che il 2017 sia stato sinora caratterizzato da lunghi periodi siccitosi e che l’estate che si va concludendo sia l’ennesima “più calda degli ultimi anni”. La situazione meteo può aver favorito il dilagare delle fiamme ma perché si scatenino gli incendi occorre sempre e comunque l’intervento umano: mozziconi di sigaretta lanciati a bordo strada, fuochi incautamente accessi, auto surriscaldate parcheggiate sull’erba secca e soprattutto il disegno criminale di cui ha parlato anche il Procuratore Capo di Sulmona Giuseppe Bellelli, in relazione ai roghi del Morrone».
I circa 4000 ettari di bosco bruciati sono parte dei 6000 ettari complessivamente devastati: sono andati infatti in fumo anche praterie e habitat pregiati di rilievo internazionale. Le fiamme del resto hanno imperversato per giorni nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga (Campo Imperatore), ancora più a lungo nel Parco Nazionale della Majella (monte Morrone), hanno interessato il Parco Regionale Sirente Velino e hanno lambito il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. E l’emergenza, a dispetto del maltempo, non è affatto conclusa, come ben si vede nelle cronache di questi giorni.
Un attacco criminoso, quindi, che va contrastato sul piano giudiziario ma anche con comportamenti e scelte politiche coerenti con l’immagine di regione verde d’Europa.
Riepilogando: nel periodo 1 gennaio – 31 agosto gli incendi “verdi” sono stati oltre 210, i Comuni abruzzesi interessati dalle fiamme ben 136 (poco più del 44,5% dei 305 totali). La spesa per far fronte all’emergenza è stata calcolata intorno a 1 milione di euro. Il danno ambientale è enorme (e potrebbe essere aggravato da scelte sbagliate per il futuro), anche per le inevitabili e pesantissime ripercussioni sull’economia locale, per i futuri problemi idrogeologici e, soprattutto, per le conseguenze sulla salute dei residenti. Le fiamme hanno distrutto polmoni verdi generatori di ossigeno e preziosi assorbenti di gas climalteranti e hanno generato (come rilevato dall’ARTA) monossido di carbonio (CO), benzene, toluene, polveri PM10, idrocarburi policiclici aromatici (IPA). Inquinanti diffusi nell’aria, nel suolo e nelle acque. Senza dimenticare la biodiversità vegetale e animale impietosamente incenerita e i tanti animali terrorizzati e in fuga, diventati un facile bersaglio per i bracconieri.
È stato giusto infine ringraziare quanti hanno speso energie contro le fiamme e in particolare i tanti volontari scesi in campo a tutela del proprio territorio ma ora è fondamentale chiedere alla Regione di rivedere i propri programmi di prevenzione e di attuare misure che scoraggino l’abbandono delle campagne e delle montagne, e ai Parchi di difendere le aree protette con maggiore convinzione. I cittadini - lo hanno dimostrato - vogliono e sanno essere sempre custodi e difensori del proprio territorio. La politica deve aiutarli con scelte coerenti con i reali interessi della collettività: le uniche grandi opere pubbliche di cui l’Italia e l’Abruzzo hanno realmente bisogno non sono nuove cementificazioni dell’ambiente, ma soltanto la messa in sicurezza del territorio, cercando di rimediare ai tanti, troppi errori del passato.

giovedì 10 agosto 2017

Occorre uno stop alla caccia

IL WWF SCRIVE AI GOVERNATORI E AL MINISTRO DELL’AMBIENTE: NECESSARIO UNO STOP ALLA CACCIA PER DARE UNA TREGUA ALLA FAUNA

Foto da Terre Marsicane


“DOPO IL CALDO ESTREMO, GLI INCENDI ESTESI E LA SICCITÀ, GLI ANIMALI SELVATICI SONO ALTAMENTE VULNERABILI”

IN ABRUZZO SONO STATI BRUCIATI 10 MILIONI DI METRI QUADRATI IN 7 GIORNI

“L’esclusione di qualsiasi ipotesi di apertura anticipata della caccia a qualsiasi specie; il divieto di attività venatoria per tutto il mese di settembre per consentire agli habitat e alla fauna di recuperare condizioni fisiologiche soddisfacenti; una verifica dopo il mese di settembre per valutare la situazione; un’azione capillare di contrasto al bracconaggio”. È quanto chiede il WWF in una lettera inviata al Ministro dell’Ambiente e ai presidenti di tutte le regioni italiane per chiedere una limitazione dell’attività venatoria nella stagione 2017-2018. 

“Come noto, l’estate 2017 si sta caratterizzando per le eccezionali ondate di calore e le conseguenti temperature medie molto elevate. Al caldo si somma una drammatica e perdurante siccità (si stima che il deficit a luglio di quest’anno risulti del 45% rispetto alla media dello stesso mese del periodo 1970-2000). Per quanto riguarda gli incendi, risulta che sono andati distrutti dal fuoco - nel solo mese di luglio - oltre 65.000 ettari, comprese estese zone particolarmente pregiate per ricchezza di biodiversità come quelle di Parchi, Siti Natura 2000 e Oasi. Al momento non pare che questa complessa situazione muterà favorevolmente”. In Abruzzo, nella sola settimana scorsa, sono andati in fumo oltre 1000 ettari di boschi, macchie, praterie e diversi incendi stanno tuttora continuando a fare danni. 

Spiega il WWF nella lettera al ministro e ai governatori: “Un comprensibile allarme è stato lanciato anche dalle associazioni degli agricoltori per lo stato di difficoltà in cui versano gli animali da allevamento, a causa del caldo, della scarsità di acqua, di pascoli, di fieno. Se questa è la condizione degli animali allevati, curati dall’uomo, è altamente plausibile che il patrimonio faunistico nazionale si trovi in larga misura in una condizione di stress che lo rende altamente vulnerabile rispetto ad ulteriori, diverse pressioni”. 

“La situazione sarà ancora peggiore per gli uccelli migratori che, da questo mese, iniziano il viaggio verso l’Africa. Questi troveranno, in particolare nelle regioni del centro e del sud, in molte delle tradizionali aree di sosta e alimentazione, situazioni altamente mutate e critiche (boschi distrutti dagli incendi, fiumi e zone umide in secca, diffusa siccità, inaridimento) - continua la lettera del WWF - “I numerosi incendi di quest'anno, così come gli incendi degli anni passati, comportano una riduzione degli spazi di caccia poiché le aree percorse da incendi devono essere per legge sottratte all’attività venatoria: questo comporta che un numero più elevato di cacciatori si concentri nelle restanti aree aperte alla caccia”. 

Il WWF conclude la sua lettera chiedendo a ogni Regione, in base alle condizioni locali, “un divieto dell’attività venatoria su tutto il territorio regionale, qualora le condizioni di siccità e l’estensione degli incendi abbiano determinato un calo sensibile degli habitat e delle risorse trofiche a disposizione della fauna selvatica; limitazioni temporali e/o spaziali alla caccia di determinate specie, in particolare agli uccelli acquatici, anche tramite il divieto di caccia da appostamento; il blocco dei ripopolamenti fino a data da destinarsi, per non sottrarre importanti risorse trofiche alla fauna già presente e blocco di qualsiasi forma di addestramento dei cani da caccia e di gare cinofile che costituiscono ulteriori fattori di stress per le popolazioni selvatiche”, come già suggerito in passato da autorevoli pareri ISPRA, anche in condizioni ben più lievi delle attuali.


lunedì 7 agosto 2017

Situazione di drammatica siccità

L’eccezionale periodo di calura e siccità richiede misure straordinarie di prevenzione e controllo


L’eccezionale e perdurante situazione meteo di estrema calura e siccità sta mettendo a dura prova il sistema idrico regionale, con alcune aree già in stato di profonda crisi e con la gran parte dei fiumi sotto il livello medio della stagione. Una situazione eccezionale che richiede misure straordinarie, a cominciare da una precisa e dettagliata conoscenza del territorio.
L’ARCI Pesca ha recentemente scritto alla Regione per chiedere che l’Abruzzo, imitando le Marche che hanno già agito in tal senso da alcuni giorni, disponga “un monitoraggio dei fiumi regionali, demandando il controllo alle polizie provinciali”, per una puntuale verifica “dello stato di salute della fauna ittica, visto quanto accaduto nel Fucino ed in altri corsi d’acqua minori oggi tutti in secca”. Una richiesta alla quale il WWF si associa, chiedendo alla Regione di monitorare anche la situazione degli acquiferi dai quali si riforniscono gli acquedotti per la distribuzione dell’acqua potabile.
«Il reticolato idrico regionale – dichiara il delegato WWF Luciano Di Tizio – è sotto stress per eccesso di captazioni, usi irrazionali, acquedotti colabrodo, corsi d’acqua superficiali soggetti ad inquinamento, ecc. Una situazione che richiederebbe un serio intervento e cospicui investimenti, ben più utili di quelli destinati a finanziare le ennesime cementificazioni che abbondano nel Masterplan regionale, sulle quali ci sarà da riflettere. Intanto però, con l’emergenza in corso, le ricognizioni a tappeto suggerite dall’ARCI Pesca possono rappresentare un primo concreto segnale di interessamento a cui una Regione ben amministrata non dovrebbe rinunciare».