mercoledì 17 dicembre 2014

Convocazione Assemblea Soci



Sabato 27 Dicembre 2014, presso la Sala Conferenze del Palazzo Municipale di Avezzano, in Piazza della Repubblica, è convocata alle ore 09,45 in prima convocazione ed alle ore 10,15 in seconda convocazione, l'Assemblea dei Soci del WWF Marsica per discutere il seguente O.d.G.
1. Nuovo contratto con il WWF Italia.
2. Riorganizzazione della sezione locale (futura Organizzazione Aggregata).
3. Varie ed eventuali.
La partecipazione è aperta a tutti i soci regolarmente iscritti ed a quelli che sottoscriveranno al momento l'adesione al WWF Italia.

martedì 14 gennaio 2014

Appello ai Marsicani


Questa mattina il WWf Marsica assieme al Sindaco di Avezzano Gianni Di Pangrazio, Il capitano della polizia urbana, il capitano della polizia provinciale e i giornalisti Eleonora Beradinetti e Pietro Guida hanno fatto un breve Tour della monnezza!

Anno nuovo ma vecchie cattive abitudini tra i cittadini marsicani che sembra non abbiano proprio intenzione di usufruire di isole ecologiche, mastelli per il ritiro porta a porta e servizio gratuito ritiro ingombranti! Una strana demenza infatti sembra rendere molto più semplice caricare tutto sulle proprie automobili e dilettarsi nel lancio della busta dal finestrino o ancora meglio aggirarsi furtivamente di notte tra le strade meno frequentate della città.

Dal confronto avuto con ente comunale, organi di polizia e tekneko è venuto fuori che molto si deve migliorare sul piano della gestione, del controllo e dell'intervento e auspichiamo che a questi propositi di miglioramento seguano concretamente i fatti.
Ma anche i cittadini devono fare la loro parte: è inquietante girare fra quelle buste di immondizia e trovare chiari riferimenti che conducono alla cosiddetta "gente per bene".

Vogliamo lanciare un appello a tutti coloro la cui maleducazione, pigrizia e inciviltà penalizza il vivere quotidiano di chi al contrario si impegna a vivere il territorio da cittadino rispettoso delle regole e dell'ambiente e dei servizi ecosistemici che esso ci offre gratuitamente. Aria, acqua, suolo materia ed energia sono alla base della nostra sopravvivenza e non possiamo permetterci di sprecare tutte queste risorse. I mezzi e i servizi del vivere civile li abbiamo e li paghiamo anche profumatamente. Iniziate ad usare la testa e abbiate più rispetto per voi stessi, per i vostri figli e per il vostro prossimo.

giovedì 2 gennaio 2014

WWF - bilancio ambiente 2013



Il WWF traccia il “bilancio ambientale” dell’anno che se ne va
È un bilancio complessivamente positivo quello che il WWF traccia a fine anno sullo stato dell’ambiente in Abruzzo nonostante ci siano numerose questioni ancora aperte. Il  2013 è stato innanzitutto l’anno nel quale gli abruzzesi sono scesi in piazza in massa per rivendicare  il diritto a scegliersi da soli il loro futuro. La manifestazione del 13 aprile a Pescara contro la petrolizzazione del  mare Adriatico, nata per dire no a Ombrina con i suoi pozzi  e l’annessa nave-raffineria per la desolforizzazione, è diventata infatti in realtà un modo per dire sì a un diverso tipo di economia. Non a caso hanno partecipato circa 40mila persone con l’adesione delle principali associazioni ambientaliste e del commercio, sindacati, movimenti, comitati, diocesi, Province, Comuni, operatori turistici, organizzazioni del mondo agricolo, consorzi di tutela, partiti e organizzazioni che da anni si battono sul territorio perché la nostra regione abbia un futuro sostenibile, basato sulla qualità della vita e su un'economia veramente responsabile e durevole. Una battaglia tutt’altro che conclusa, perché alla minaccia rappresentata in mare da Ombrina si aggiungono numerosi altri progetti a terra in varie parti della regione, nonostante la politica mondiale stia cercando ormai ovunque strade alternative ai combustibili fossili. “Quella del petrolio, al di là delle vaghe promesse per posti di lavoro che altrove in analoghi impianti non sono mai arrivati,  e certamente non nei numeri promessi, è – sottolinea il presidente dell’associazione ambientalista Luciano Di Tizio - una scelta economica devastante per il territorio, che provoca danni cospicui a fronte di pochi vantaggi che finiscono in gran parte altrove. Gli abruzzesi lo hanno capito e lo hanno detto in forma chiarissima, anche se non tutti gli esponenti politici regionali sembra l’abbiano ben capito, ma di questo i cittadini terranno certamente conto nelle prossime scadenze elettorali”.

Un importante successo gli ambientalisti lo hanno ottenuto fermando, speriamo per sempre, lo sconcertante e pericoloso progetto della Forest per l’estrazione di gas sotto il lago di Bomba, mentre resta nel limbo il varo dell’atteso Parco Nazionale della Costa Teatina, nato sulla carta nel 2001 ma mai perimetrato. “Domani, a fine anno – sottolinea Di Tizio – scade l’ennesima proroga concessa per definire in sede locale una perimetrazione. Ci aspettiamo a questo punto che il ministro dell’Ambiente Orlando, come promesso, dia già dal 2 gennaio avvio alla pratica per la nomina di un commissario che proceda d’ufficio, superando l’atteggiamento dilatorio che la Regione continua a portare avanti. Una eventuale ulteriore proroga, oltre che irritare i cittadini, segnerebbe una sconfitta per la politica tutta e anche una sconfitta personale del ministro che verrebbe meno a un impegno pubblicamente preso ormai molti mesi fa”.

Non solo petrolio: negli ultimi anni il WWF e altre associazioni sono state costrette a contrastare calendari venatori decisamente inadeguati a quella che dovrebbe essere la regione verde d’Europa e i successi ottenuti attraverso la magistratura amministrativa testimoniano come le ragioni degli ambientalisti fossero largamente fondate. Che la Regione del resto non ami particolarmente le aree protette è testimoniato dal fatto che ogni anno occorre una mobilitazione per scongiurare rovinosi tagli nei finanziamenti destinati alla gestione delle oasi. Impegni di spesa produttivi anche sul piano puramente economico visto che i finanziamenti per l’ambiente, secondo tutte le stime, danno lavoro e muovono positivamente l’economia, oltre a svolgere una importante funzione di tutela che spesso porta anche stanziamenti europei altrimenti destinati altrove. Che certa politica sia lontanissima dagli interessi e dalle aspettative della gente è testimoniato anche dal fatto che per ben due volte, nel corso del 2013, la maggioranza che attualmente governa la Regione ha cercato di “riperimetrare”, tagliando aree importanti, il Parco regionale Sirente Velino, scelta sciagurata impedita da una mobilitazione anche in questo caso senza precedenti, con oltre 200mila firme raccolte in pochissimi giorni in difesa dell’area protetta, fondamentale per la tutela di una specie simbolo dell’Abruzzo, l’orso marsicano, sempre più in pericolo per le nostre scelte scriteriate. 

Nella impossibilità di inserire in un bilancio di poche pagine tutte le attività svolte dal WWF regionale e dalle quattro strutture territoriali (Chieti, Marsica, Teramo, Zona frentana e costa teatina, cui si aggiungono l’Oasi di Penne e l’Istituto Abruzzese Aree Protette che gestisce le altre riserve WWF abruzzesi), ci limitiamo ad alcuni, pochi, aspetti significativi: in uno dei settori tradizionalmente cari al WWF, la difesa del verde e degli alberi in particolare, nel 2013 c’è stato il tristissimo episodio di Francavilla al Mare, dove l’attuale giunta municipale, sindaco Luciani in testa, con una tenacia degna di miglior causa, ha decretato la distruzione dello storico viale Alcione con il taglio di numerosi tigli. A nulla sono valsi la mobilitazioni di cittadini, associazioni e della politica con appelli bipartisan: nulla ha fermato il taglio. Il WWF non ha potuto far altro che “rispolverare” il Premio Attila attribuendolo, a furor di popolo, proprio al sindaco di Francavilla al Mare. Ben magra consolazione: quel bellissimo viale ora non esiste più.

Un altro tema tradizionalmente seguito dal WWF è il contrasto all’eccessiva cementificazione del territorio, che oggi viene significativamente definita “consumo di suolo”. Una attenzione particolare è stata data alle costruzioni realizzate in zone fragili: pendii franosi e aree fluviali. La recente piccola alluvione (in Abruzzo è scesa una quantità d’acqua pari a un quarto di quella precipitata pochi giorni prima in Sardegna) che ha messo in ginocchio buona parte della regione ha dimostrato come l’imprevidenza e le scelte sbagliate di ieri, ma purtroppo anche di oggi, si possano facilmente ritorcere contro la collettività con rischi enormi per l’incolumità delle persone e per l’economia dei territori, con danni immensi spesso pagati con fondi pubblici nonostante le scelte sbagliate abbiano invece portato quasi sempre vantaggi a singoli o a piccoli gruppi. Gli allagamenti tra fine novembre e inizio dicembre non sembra purtroppo che abbiano aperto gli occhi a sindaci e amministratori della cosa pubblica, ma i cittadini hanno visto e sapranno valutare.

Ultima, ma non certo per ordine di importanza, la questione acqua, con tutte le sue sfaccettature, dalla difesa dei fiumi a una saggia gestione degli acquedotti. In Abruzzo il tema riconduce direttamente alla discarica dei veleni di Bussi che inquinò l’acqua potabile che arrivava nelle case dei cittadini di Chieti, Pescara e di buona parte della vallata. Il processo per inquinamento delle acque dopo una interminabile fase preliminare, è finalmente approdato, a fine anno, in Corte d’Assise e nel 2014 ci sarà certamente la sentenza. “Il WWF – dice il presidente Di Tizio - in questa vicenda ha avuto un ruolo importante e ne siamo orgogliosi. Ma è grave che della tutela degli interessi dei cittadini e persino della loro salute debba interessarsi una associazione di volontari, che vive solo grazie alle quote sociali dei propri iscritti, piuttosto che le pubbliche istituzioni a questo deputate per legge. Se mi si chiede che cosa auguro agli abruzzesi per il 2014, rispondo con due auspici: di riuscire finalmente a sceglierci, attraverso il voto, amministratori pubblici capaci e attenti al bene comune prima di qualsiasi altra cosa e di avere uffici pubblici in cui tutti facciano sempre il proprio dovere. Dovrebbe essere la normalità, e spesso altrove è così. Per noi purtroppo è soltanto una speranza".

mercoledì 18 settembre 2013

Acqua (poco) azzurra, acqua cara....

La situazione del Servizio Idrico nella Marsica è talmente grave che merita di essere affrontata con un “Piano Marshall regionale” per l’acqua che ponga urgente rimedio ai gravissimi problemi ambientali, sociali ed economici riguardanti la gestione del Servizio Idrico nella Marsica e nell’intera Regione. Per usare un termine diffuso negli ultimi giorni, bisogna effettuare un vero e proprio parbuckling della gestione disastrosa degli ultimi anni.


Esprimiamo sconcerto e profonda preoccupazione relativamente alla gestione del Sistema Idrico Integrato nella Marsica. A fronte dei gravissimi problemi economici ed ambientali emersi clamorosamente negli ultimi mesi –  a partire dalla mancanza di depuratori funzionanti ed efficienti (con gravissime ripercussioni sullo stato delle acque del Fucino) – manca in sede politica e istituzionale un dibattito trasparente e serio.
Il CAM è gravemente inadempiente rispetto agli obblighi scaturenti dalla convenzione ventennale del 2007 ATO-CAM e ci chiediamo perché il Commissario Unico Straordinario non abbia ancora deciso di revocare la concessione di affidamento.
Basti pensare che – come attestato dal recente Piano Industriale - il CAM ha tralasciato completamente gli investimenti per le infrastrutture e per la depurazione: negli ultimi anni su 15 milioni versati dai cittadini destinati agli investimenti per le opere di depurazione, sono stati effettivamente impiegati solo 300.000 euro. Ci sorge spontanea qualche domanda: gli altri soldi che fine hanno fatto?  Lo stratosferico debito deriva solo dal fatto che la tariffa era troppo “bassa” (come ripetono molti) o c’è dell’altro? E’ vero che i fanghi dei depuratori non vengono rimossi per impossibilità di pagare i fornitori e che le sostanze tossiche vanno così a inquinare le falde? E’ vero che il CAM non ha soldi per riparare le tubature rotte? Perché il Consorzio  continua ad ignorare le più elementari norme di trasparenza quali la pubblicazione dei verbali degli organi di gestione? C’è tuttora qualcosa da nascondere?

La situazione è talmente grave che persino la Prefettura sta intervenendo convocando riunioni e tavoli. Al contempo le Autorità che hanno poteri di controllo sul CAM (Regione, Commissario Unico Straordinario) e che dovrebbero esercitare i propri incisivi poteri rimangono silenti e inerti. La questione “acqua” si sta  trasformando solo in un problema di ordine pubblico? La Regione e l’ERSI intendono delegare ogni decisione all’Autorità di Pubblica Sicurezza?
L’assordante silenzio della Regione e dell’ERSI legittima peraltro le idee più strampalate. Parte dei Comuni soci vorrebbero creare una bad company ove stornare tutte le passività e i debiti istituendo al contempo una nuova società mista pubblico-privata cui affidare la gestione del S.I.I., in barba al referendum del 2011; si parla di affidamenti trentennali per creare una posizione di monopolio appetibile per i privati in quanto idonea ad assicurare profitti enormi e sicuri, ma l’acqua è un diritto umano universale e nessuno può appropriarsene, né farci profitti! Infine c’è chi pensa che i problemi possano essere risolti da un gruppo di “saggi” che, come gli alchimisti medievali, dovrebbe escogitare, nel segreto delle loro stanze e con la connivenza di troppa politica, rimedi francamente impossibili e per di più contrastanti con l'abolizione legislativa degli ATO provinciali e subprovinciali e la creazione di un un unico ATO regionale (ATUR).

Riteniamo che l’Autorità titolare della concessione di affidamento al CAM S.p.A. (ossia il CUS, erede dell'Ente d'Ambito) debba trarre le conseguenze di questa situazione e cercare veri rimedi. Vi sono dirigenti regionali che da vent’anni prendono tutte le decisioni sull’organizzazione e la gestione del Servizio Idrico Integrato e  hanno assecondato – quantomeno per omesso controllo –la pessima gestione del CAM. I Comuni, a loro volta, sono doppiamente colpevoli in quanto sono soci del CAM e membri dell'Ente d'Ambito, e non hanno esercitato il proprio controllo né nell'una nè nell'altra veste. Oggi i dirigenti della Regione e gli amministratori dei Comuni non possono far finta di scendere dalla luna.

La situazione del Servizio Idrico nella Marsica è talmente grave che merita di essere affrontata con un “Piano Marshall regionale” per l’acqua che ponga urgente rimedio ai gravissimi problemi ambientali, sociali ed economici riguardanti la gestione del Servizio Idrico nella Marsica e nell’intera Regione. Per usare un termine diffuso negli ultimi giorni, bisogna effettuare un vero e proprio parbuckling della gestione disastrosa degli ultimi anni.

mercoledì 11 settembre 2013

La depurazione che non c'è: e noi paghiamo!

Lo scorso 27 ottobre 2012, il wwf Marsica ha inviato una denuncia di abbandono rifiuti in località Ponte Baggiano, nella quale si chiedeva non solo la bonifica dell’area, ma anche di effettuare un’analisi microbiologica per capire lo stato di qualità delle acque irrigue nelle località medesima.
A seguito di questa richiesta il giorno 13 novembre 2012 l’Arta Abruzzo ha effettuato sopralluogo e prelievo di campioni di acqua in due punti nella località di Ponte Baggiano. Il risultato delle analisi è stato comunicato a vari enti tra cui ASL, Consorzio di Bonifica Ovest e Regione Abruzzo. Le analisi parlavano chiaro, qualità microbiologica delle acque pessima con presenza di Enterococchi, Coliformi e Salmonella.

Il 13 gennaio 2013 l’Ufficio Qualità delle acque della Regione Abruzzo chiedeva formalmente all’ARTA di procedere ad informare della situazione riscontrata anche il Sindaco del comune di Avezzano affinché  potesse prendere gli opportuni provvedimenti. Provvedimenti che non sono mai arrivati.

Oltre al comune di Avezzano, la comunicazione di cui sopra venne inviata per conoscenza anche ad altri enti tra cui il Consorzio di Bonifica Ovest, il quale con comunicazione del 24 gennaio 2013 evidenziava di essere responsabile della sola manutenzione dei canali fucensi mediante riprofilatura e risagomatura periodica delle sponde e non dello stato di qualità delle acque.

Tuttavia oggi veniamo a conoscenza di  un’ordinanza comunale (ORD. N. 435) con cui si fa divieto assoluto di prelievo ed utilizzo delle acque a scopo irriguo in località Ponte Baggiano a seguito di analisi effettuate nello scorso mese di luglio (ignorando totalmente le precedenti analisi) e si chiede al Consorzio di Bonifica Ovest di provvedere al risanamento delle acque.

Tutto questo ci lascia estremamente perplessi sia in merito ai tempi, alle modalità e alle competenze dei soggetti interessati che a questo punto sembrano mostrare un evidente stato di confusione riguardo ai propri ruoli e funzioni. Ci chiediamo come mai nulla sia stato fatto prima dell’inizio della stagione agricola dato che i presupposti c’erano tutti. Ci troviamo di fronte al classico caso tutto italiano in cui si chiudono le porte dopo che i buoi sono ormai usciti  dalla stalla. 
L’inquinamento microbiologico delle acque del Fucino rappresenta la totale inadempienza di chi doveva depurare e non lo ha fatto e di chi doveva tutelare e assicurare all’economia agricola una qualità della risorsa idrica a dir poco eccellente dato che i prodotti finiscono sulle nostre tavole. Senza contare che i cittadini sostengono costi che riguardano non solo  i consumi, ma anche la depurazione delle acque, un servizio quest’ultimo totalmente assente, ma che paghiamo profumatamente.

Alla luce di tutto ciò, ci auguriamo che sul fronte della depurazione si inizino a fare meno parole e a lavorare concretamente ciascuno con i propri ruoli e competenze perseguendo obiettivi di tutela, igiene sanitaria e sicurezza alimentare, e si torni a parlare dei prodotti del Fucino come prodotti di eccellenza e qualità, cosa che non sarà possibile fare se la risorsa idrica continuerà ad essere soggetta ad una gestione che ci limitiamo a definire inadempiente e fallimentare.

Si rende noto che il wwf Marsica il 23 ottobre 2012 ha inviato una richiesta di informazioni sullo stato attuale dei depuratori a tutti i comuni marsicani mentre a febbraio 2013 ha segnalato alla ASL di competenza altri 7 punti di prelievo delle acque sull’intero territorio Fucense. Dopo aver ottenuto con molta fatica le risposte dai vari comuni, siamo ora in attesa del completamento dei monitoraggi e conseguenti  risultati delle analisi,  per poi procedere alla stesura e presentazione di un dossier che auspichiamo diventi un documento da cui partire per lavorare in sinergia cittadini e amministratori con proposte e azioni concrete relativamente al discorso depurazione delle acque.

mercoledì 7 agosto 2013

Il Wwf Marsica diffida il comune di Avezzano

E’ stata inoltrata al Comune di Avezzano, alla Procura della Repubblica di Avezzano e  al Corpo Forestale dello Stato l’istanza di accesso agli atti con cui il Wwf Marsica chiede formalmente di poter accedere alle informazioni di natura ambientale (Ex D.Lsg 195/05) relativamente ai lavori di sistemazione del piazzale antistante la Chiesa della SS. Trinità in Via Garibaldi e ai lavori di realizzazione di una rotatoria in Piazza Orlandini.

I lavori hanno portato al taglio “improprio” di 20 alberi, patrimonio arboreo e dell’intera collettività, tutelato sia dalle leggi nazionali, regionali che dallo stesso regolamento comunale.
Il wwf Marsica diffida  il Comune di Avezzano dal proseguire i suddetti lavori e a rendere immediatamente funzionante la Commissione Comunale per la Gestione del Verde pubblico così come prevedono i regolamenti n. 92 provato con Delibera di C.C. n. 92 del 6.10.1997 e il regolamento n 31 approvato con Delibera di C.C. n. 31 del 23.4.1997, a tal fine l’associazione ambientalista manifesta la volontà di partecipare alla stessa Commissione così come regolamento prevede. 

"La gestione del verde pubblico in questa città appare totalmente allo sbando e priva di tutela e pianificazione – commenta Angelo Viscogliosi, Presidente Wwf Marsica – parliamo di un bene che appartiene alla collettività e che svolge funzioni sociali, paesaggistiche ed igienico - ambientali fondamentali. Relativamente al taglio dei 20 alberi effettuato la scorsa settimana chiediamo che questi vengano immediatamente ripiantati e soprattutto chiediamo di sapere se prima di operare il taglio, sia stato acquisito il parere del Corpo Forestale dello Stato, così come previsto dal art. 6 della  legge regionale n. 12 del 28.5.2013. Solo nell’area del quadrilatero sono state contate 94 piante che negli ultimi decenni il Comune di Avezzano non ha ripiantato dopo il taglio. Il numero è approssimato per difetto, nel senso che non sono state conteggiate le piante malandate  e quelle danneggiate. Immaginiamo sull’intero territorio comunale.”

Continua la raccolta firme promossa dal Wwf Marsica, invitiamo i cittadini a recarsi presso la Bottega del Commercio equo solidale in piazza Matteotti per dare il proprio contributo alla petizione con cui si chiede a questa amministrazione di tutelare  un bene che ci appartiene fin dai tempi del dopo terremoto. Chiediamo che Avezzano inizi davvero a muoversi secondo i criteri e le tecniche che sono il fondamento della sostenibilità e che possono rappresentare  un vero e proprio salto di qualità nella gestione di questa città. Si può firmare la petizione anche collegandosi al sito del wwf Marsica (wwfmarsica.blogspot.com)
Forestale dello Stato 

sabato 3 agosto 2013

Petizione popolare a tutela dei nostri alberi

By Lorenzo Manfreda
Fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce.
(Proverbio cinese)

Il wwf Marsica lancia una petizione popolare con cui si chiede alla Città di Avezzano di tutelare il patrimonio arboreo (così come il regolamento comunale e le leggi nazionali e regionali prevedono). 

La petizione può essere firmata direttamente online, collegandosi al sito del Wwf Marsica (wwfmarsica.blogspot.com) e relativa pagina facebook, oppure recandosi di persona presso la Bottega Equosolidale sita in Piazza Matteotti (aventi stazione dei treni).





A seguito dell’immotivato taglio di alberi che ha coinvolto la zona di via Garibaldi il wwf Marsica ha presentato una protesta formale al Corpo Forestale dello Stato e all’Amministrazione Comunale motivando in modo preciso e puntuale la propria contrarietà a quanto accaduto al patrimonio arboreo della città e chiedendo che le norme previste dalla Legge e dallo stesso regolamento comunale (C.C. n. 92 del 6.10.1997) vengano rispettate e messe in atto.

Il comune ha risposto alla segnalazione del Wwf motivando che gli alberi tagliati erano malati e che verranno rimpiazzati.

“Siamo andati sul posto, e abbiamo fotografato ciò che ne resta – dichiara Angelo Viscogliosi presidente della sezione locale del wwf – e possiamo dire con certezza che sul totale di alberi tagliati quelli realmente malati sono il 10 %, ovvero 2 su 20. In alcuni punti, per creare parcheggi auto,  ridurranno i marciapiedi di un metro e mezzo, di conseguenza lì non sarà affatto possibile ripiantarne di nuovi”.

Non sempre succede che ogni albero tagliato è in seguito rimpiazzato  - fa sapere dal suo blog Giuseppe Pantaleo, illustratore grafico e socio fondatore wwf Marsica – è sufficiente una passeggiata per la città per rendersene conto: solo nel Quadrilatero, sono decine i monconi d’albero. Pericolosi quando nevica, tra l’altro”.

Nel corso degli anni e delle varie amministrazioni, Avezzano ha visto operare cambiamenti che avrebbero dovuto apportare delle “migliorie” all’urbanistica della città, ma di fatto si è sempre andati dalla parte opposta. Ben vengano gli interventi di manutenzione della città se necessari, ma chiediamo che questi vengano operati avendo cura e rispetto dell’ambiente, adottando criteri progettuali e urbanistici che tengano espressamente conto anche delle funzioni vitali che 

LA VEGETAZIONE ARBOREA RIVESTE AI FINI  PAESAGGISTICI, SOCIO-CULTURALI E IGIENICO-AMBIENTALI PER LA CITTÀ DI AVEZZANO E PER IL SUO TERRITORIO
(art.1 delibera di C.C. n. 92 del 6.10.1997)

Foto: appositamente ideata per noi da Lorenzo Manfreda